La primavera

La primavera
... sdegno il verso che suona e non crea (Foscolo, "Le Grazie")

mercoledì 20 luglio 2016

Orwell - FINE DEL SENTIMENTO TRAGICO




Si rese conto che il tragico apparteneva a un tempo remoto,
a un tempo in cui ancora esistevano
la vita privata, l'amore, l'amicizia,
a un tempo in cui i membri di una famiglia vivevano
l'uno accanto all'altro senza doversene chiedere il motivo...

Oggi cose simili non sarebbero potute accadere.
Oggi la paura, l'odio e il dolore c'erano ancora,
ma non esistevano più pene profonde e complesse,
né la dignità data dall'emozione.

(G. Orwell, 1984)




Pablo Picasso, La tragedia





venerdì 15 luglio 2016

Ezra Pound - A COSA SERVE METTERLO IN VERSI?

Quando vedo come il nero inchiostro immortale
gocciola dalla mia immortale penna - ah, avanti!
Perché dobbiamo fermarci a dire quel che penso?
Vi è abbastanza in ciò che mi capita di dire.

Basta che una volta siamo stati insieme;
a cosa serve metterlo in versi?
Troviamo la primavera quando è autunno,
o raccogliamo il maggio dall'aspro vento di tramontana?

Basta che una volta siamo stati insieme;
cosa importa se il vento si è girato contro la pioggia?
Basta che una volta siamo stati insieme;
il tempo ha visto e non tornerà indietro;

E che diritto abbiamo, noi che conosciamo l'ultimo intento,
di affliggere il domani con un testamento?
(Ezra Pound, Silet,da Ripostes)



Caravaggio, San Girolamo di scrittura

giovedì 14 luglio 2016

Harper Lee - PROSPETTIVE


Voglio insegnarti un semplice trucco, Scout,
e se lo imparerai andrai molto più d'accordo con tutti:
se vuoi capire una persona,
devi cercare di considerare le cose
dal suo punto di vista ...
se vuoi capire una persona, 
devi provare a metterti nei suoi panni
e riflettere un poco.









Edvard Munch, Occhi negli occhi

Harper Lee - RESPONSABILITÀ


"Tutta al gente pensa di avere ragione
e che tu abbia torto ..."
"Hanno il diritto di pensarlo e di far valere la loro opinione,"
disse Atticus, "ma prima di vivere con gli altri,
bisogna che viva con me stesso:
la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi
al volere della maggioranza."
(Harper Lee, Il buio oltre la siepe)


J. L. David, La morte di Socrate

giovedì 7 luglio 2016

Sallustio - SMARRIRE IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE

Davvero abbiamo smarrito da tempo
il vero significato delle parole.
Profondere i beni altrui vien detto liberalità,
la spregiudicatezza nelle male azioni
è sinonimo di forza d'animo;
per questo lo Stato è caduto tanto in basso!

Sallustio, De Catilinae coniuratione, 52,11

V. Camuccini, Morte di Cesare

Pasolini - DIGNITÀ

Penso che sia necessario educare le nuove generazioni
al valore della sconfitta. Alla sua gestione.
All'umanità che ne scaturisce.
A costruire un'identità capace di avvertire
una comunanza di destino,
dove si può fallire e ricominciare
senza che il valore e la dignità ne siano intaccati.
A non divenire uno sgomitatore sociale,
non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti,
di prevaricatori falsi e opportunisti,
della gente che conta, che occupa il potere,
che scippa il presente, figuriamoci il futuro,
a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, del diventare.
A questa antropologia del vincente
preferisco di gran lunga chi perde.
È un esercizio che mi riesce bene.
E mi riconcilia con il mio sacro poco.
Ma io sono un uomo che preferisce perdere
piuttosto che vincere con modi sleali e spietati.
Grave colpa da parte mia, lo so!
E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa,
di considerarla quasi una virtù.
(P.P.Pasolini, da un'intervista del 1961 al settimanale Vie nuove)


Achille trascina il corpo senza vita di Ettore attorno a Troia.
Affresco della fine del XIX secolo nel palazzo dell'Achilleion a Corfù, in Grecia

Voltaire - COMUNICARE

Disse Martino: "Vi confesso che gettando lo sguardo su questo globo, o meglio su questo globulo, penso che Dio lo abbia abbandonato a qualche essere malefico ... dappertutto i deboli odiano i potenti davanti ai quali strisciano e i potenti li trattano come greggi di cui si vende la lana e la carne...
I dolori segreti sono ancora più crudeli delle miserie pubbliche..."
"Eppure esiste il bene", ribatteva Candido.
"Può essere", diceva Martino, "ma non lo conosco".

Discussero quindici giorni di seguito, e in capo a quindici giorni erano allo stesso punto del primo.
Ma dopo tutto parlavano, si comunicavano le proprie idee, si consolavano.
(Voltaire, Candido)


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P. Cezanne, I giocatori di carte